L’Atomo Magnetico di Pier Luigi Ighina

Pier Luigi Ighina, nato a Milano il 23 Giugno 1908, a 16 anni scopre l’atomo magnetico.

L'Atomo Magnetico di Pier Luigi Ighina

Ighina, allievo e collaboratore di Guglielmo Marconi, è stato uno scienziato pressoché sconosciuto al pubblico, perché le sue scoperte ed invenzioni non hanno ottenuto alcun riconoscimento dalla scienza ufficiale ma che, qualora fossero prese in considerazione, potrebbero (secondo il Reiki master Giuseppe Zanella) cambiare radicalmente la vita dell’uomo.

Nel libro “L’Atomo Magnetico”, suddiviso nelle due sezioni teoria (I) e tecnica (II), Ighina descrive le sue ricerche nel campo della fisica dell’atomo, in particolare la scoperta dell’atomo magnetico. Gli atomi magnetici sono costituiti da triplette neutre di quark ( 1,-1,0). Secondo questo modello di atomo magnetico quindi non ci sono protoni e neutroni nel nucleo atomico che contengono quark, ma i quark stessi costituiscono l’atomo.

Ighina affronta lo studio dell’atomo da una prospettiva alquanto diversa rispetto agli altri ricercatori; infatti invece di sottoporre l’atomo all’azione di potenti campi magnetici o di particelle ad alta energia, decide di contenere il suo movimento utilizzando altri atomi, definiti assorbenti, che impediscono agli atomi luce e a quelli esterni di interferire nell’osservazione.

L’atomo magnetico è il più piccolo rispetto agli altri atomi, possiede una pulsazione più veloce ed inoltre ha la caratteristica di “imprimere il movimento a tutti gli altri atomi, diventando così il promotore di essi”.

Attraverso questo “geniale” accorgimento e mediante il microscopio atomico lenticolare di sua invenzione, Ighina è riuscito a classificare varie categorie di atomi in base alle loro differenti pulsazioni.

Un concetto importante che Ighina intende sottolineare è che “l’atomo non oscilla, ma vibra, non si può dividerlo, sarebbe però possibile dividere la sua energia ma non l’atomo stesso”.

La scoperta dell’atomo magnetico avviene casualmente come scrive lo stesso Ighina: “ero intento a queste prove quando, spostando inavvertitamente una calamita lì vicina, vidi che tutti gli atomi in osservazione e i cataletti di assorbimento si erano messi vertiginosamente in movimento scomparendo poi in una massa luminosa”.

L’atomo magnetico è il più piccolo rispetto agli altri atomi, possiede una pulsazione più veloce ed inoltre ha la caratteristica di “imprimere il movimento a tutti gli altri atomi, diventando così il promotore di essi”.

 

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