Il latte fa bene alle ossa?

Latte e derivati

Il latte è stato a lungo raccomandato da medici e nutrizionisti per aumentare l’assunzione di calcio e aiutare a mantenere le ossa forti, ma una ricerca del 2014 dell’Università di Uppsala, in Svezia, pubblicata sul British Medical Journal, indicherebbe che non è esattamente così che stanno le cose.

Nello studio sono state monitorate 61.000 donne e 45.000 uomini per 20 anni, scoprendo che non vi era alcuna riduzione delle fratture per coloro che hanno consumato latte nella loro vita. Anzi, nelle donne il consumo dell’alimento è stato associato ad una maggiore probabilità di subire una frattura. Coloro che hanno bevuto tre bicchieri o più al giorno (680ml) avevano il doppio delle probabilità di morire presto rispetto a chi ne ha consumato meno di uno.

L’autore principale dello studio, il professor Karl Michaelsson, spiega:

“I nostri risultati possono mettere in dubbio la validità delle raccomandazioni su un consumo elevato quantità di latte per prevenire le fratture da fragilità. Un maggior consumo di latte nelle donne e uomini non è accompagnato da un minor rischio di frattura. Invece può essere associato ad un più alto tasso di morte“.

Non è la prima volta, in verità. che una ricerca giunge a questi risultati. Il motivo? Dato l’elevato contenuto di lattosio del latte, si ipotizza che un alto consumo di latte possa aumentare infiammazione e stress ossidativo, che a sua volta influenza il rischio di mortalità e fratture.

Tale associazione è stata osservata anche con l’assunzione di formaggio, si legge nella ricerca, che comunque consiglia cautela nell’interpretazione dei risultati.

 

 

Eliminando latte e derivati non si rischia di incorrere in carenze di calcio; di seguito riportiamo indicazioni per assumere calcio da altri alimenti:

  1. Se volete disporre della giusta quantità di calcio per le ossa, riducete o eliminate il consumo di alimenti proteici di origine animale: carne e latticini.

Questi cibi aumentano l’eliminazione di calcio attraverso le urine pertanto all’osso arriverà meno calcio. Le proteine vegetali non hanno questo effetto negativo.

 

  1. Acque calciche (>150 mg/litro). Alcune acque minerali sono molto ricche di calcio, e molti vegani puntano su di loro. Non aumentano il rischio di calcoli renali.

Alcuni nutrizionisti consigliano ai vegetariani di bere acque con un contenuto di calcio pari ad almeno 300 mg/litro. Guardate l’etichetta: è importante che l’acqua sia anche povera di solfati (meno di 250 mg/litro) e ricca di bicarbonati (più di 600 mg/litro) perché entrambi impattano sull’osso.

È bene anche che l’acqua, e la nostra dieta, sia povera di sodio.

Non è detto, però, che l’acqua calcica si debba comprare: prima chiediamo in Comune qual è il contenuto di calcio dell’acqua del rubinetto.

 

  1. Ci sono alimenti vegetali ricchi di calcio.

Ne ricordiamo alcuni:

  • Mandorle e farina di mandorle (si può mettere su molte pietanze).
  • Tofu: quello coagulato con solfato di calcio. Il contenuto di calcio è segnalato in etichetta.
  • Cime di rapa, rucola, cicoria, tarassaco, crescione, bieta e soprattutto cavolo riccio: si sfata il mito che le foglie verdi siano povere di calcio.
  • Da non sottovalutare: broccoli e tutti i cavoli, finocchio, porri. Gli spinaci, pur essendo ricchi di calcio, lo rendono scarsamente biodisponibile.
  • Legumi: danno il loro contributo fagioli, fagiolini, lenticchie, soia e ceci.
  • Semi di sesamo e di chia: sono probabilmente gli alimenti vegetali i più ricchi di calcio.
  • Fichi secchi e nocciole.
  • Ovviamente in commercio esistono anche molti prodotti arricchiti di calcio, per esempio i latti di riso e di soia.

 

  1. Fare più attività fisica a tutte le età. Se stimoliamo l’osso con l’esercizio, evitiamo che si impoverisca di calcio. L’osso è un tessuto vivo e, come tutte le cose vive, per non indebolirsi deve essere usato. Ottime scelte anche Yoga, Tai Chi, Qi Gong.

 

  1. In ambito omeopatico, tra i rimedi più utilizzati per ridurre il rischio di osteoporosi, si propongono: Calcarea carbonica, fluorica e phosphorica. O anche Silicea. La scelta deve anche tener conto della costituzione fisica personale.

 

Altre considerazioni sul latte

In natura, il latte (prodotto di secrezione delle ghiandole mammarie dei mammiferi dopo il parto) è l’alimento previsto per la crescita dei cuccioli dei mammiferi, ed il latte di ogni specie va ad esclusivo beneficio di quella specie; questo è evidente dalla diversa composizione dei vari tipi di Latte, come vedremo in seguito.

Sebbene nei mammiferi l’allattamento dei cuccioli sia la manifestazione di un legame madre-figlio che va ben oltre il semplice aspetto fisiologico di nutrimento, in questa sede parleremo del Latte solamente per quanto concerne le sue proprietà nutrizionali.

Il latte di tutti i mammiferi contiene, disciolti in acqua, zuccheri (Lattosio), proteine, grassi, vitamine ed enzimi, oltre agli anticorpi propri della specie di appartenenza, ma la composizione del Latte differisce tra le varie specie di mammiferi, come evidenziato nella Tabella successiva.

Queste differenze di composizione sono veramente enormi. Si va dal Latte di focena che contiene solo il 40% di acqua, al latte di cavalla che ne contiene il 90%. Mentre il latte di cavalla ha soltanto l’1.5 % di grassi, il latte di focena ne contiene il 46 %. La cavalla produce un latte più ricco di lattosio di quello dei cetacei, mentre il latte di coniglio è il più ricco di tutti in proteine e sali minerali, e così via.

Qual è la logica che sottende a queste differenze? Le più recenti Ricerche trovano una giustificazione nel rapporto madre-figlio, inquadrandolo in un grande schema nel quale possono venir distinti due gruppi di Mammiferi.

 

A un estremo si collocano i Primati, nei quali il neonato è completamente dipendente dalla madre ed in continuo contatto. Il Latte di queste specie è relativamente acquoso e scarso di Grasso e di Proteine, ed il cucciolo, sempre attaccato alla madre, poppa molto frequentemente, ingerendo ogni volta piccole quantità di Latte. Avendo una alimentazione continua, il piccolo non ha bisogno di riserve.

 

All’estremo opposto vi sono tutti gli altri mammiferi che dopo il parto nascondono i neonati in nidi o tane e che passano gran parte del tempo a procurarsi il cibo, rientrando soltanto ad intervalli. In questa situazione l’allattamento è intermittente e quindi il neonato ha bisogno di un Latte molto sostanzioso (poco acquoso) e da digerire lentamente (molto grasso); inoltre in queste specie il piccolo poppa in modo rapido e si sazia in pochi minuti. Anche i cuccioli dei mammiferi marini necessitano di un Latte con queste caratteristiche, a causa dell’ambiente freddo, dei contatti tra madre e figlio che non sono sempre facili, e della necessità di poppare in modo rapido (perché sott’acqua, in apnea).

 

 

COMPOSIZIONE DEL LATTE DI DIVERSI MAMMIFERI (per 100 gr.)

 

LatteProteine grammiLattosio grammiGrasso grammiAcqua grammi
Donna0,97,23,588
Cavalla2,25,91,590
Asina1,56,21,590
Mucca3,64,93,587
Capra44,54,386
Pecora64,57,581
Bufala4,84,77,582
Scrofa65,4682
Gatta95580
Cane1031075
Ratto82,610,379
Coniglio13,51,81270
Focena121,34640
Balena100,83554

Il latte specie-specifico contiene non solo tutti i nutrienti nelle proporzioni ottimali per la crescita, ma anche sostanze enzimatiche ed anticorpi che hanno la funzione di aumentare le difese immunitarie in un periodo della vita in cui un’infezione potrebbe avere conseguenze gravissime.

Dopo lo svezzamento, però, nessun mammifero continua a bere latte, che non è cibo adatto ai bambini ed agli adulti; neppure quello della propria specie, perché le esigenze nutrizionali dell’adulto sono differenti da quelle del lattante. Il piccolo mammifero diviene in grado di vivere cibandosi degli alimenti per cui la specie è biologicamente adatta. Inoltre, nessun mammifero tranne l’uomo consuma, in nessuna epoca della vita, il Latte di un’altra specie.

Nel caso dell’uomo, invece, il consumo di latte di altre specie, di mucca in particolare, sin dai primissimi anni di vita è considerato fisiologico e raccomandabile, nonostante il latte vaccino, previsto per la crescita del vitello, sia molto diverso per composizione rispetto al latte di donna perché:

  • contiene troppe Proteine: 36 gr/litro contro 9 gr/litro, – quattro volte di più;
  • contiene Proteine molto diverse: rapporto Caseina/Lattoproteine 4.5:1 contro 0.4:1
  • contiene poco Lattosio: 49 gr/litro contro 70 gr/litro;
  • presenta un rapporto Grassi Saturi/Insaturi svantaggioso;
  • contiene una percentuale di Calcio troppo elevata: 1170 mg/litro contro 340 mg/litro;
  • presenta un rapporto Calcio/Fosforo svantaggioso: 1.3:1 (Latte vaccino) contro 2.4:1 (Latte umano);
  • contiene troppi Sali Minerali: 7 gr/litro contro 2 gr/litro.

 

Dunque ad ogni mammifero il proprio latte o almeno, dopo i primi anni di vita, consumiamone poco.

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