La Meditazione

Si inizia da dentro

La mente è uno strumento potentissimo che dobbiamo imparare ad usare bene, perché è da lí che si diramano quelle emozioni e reazioni che creano tensioni.

La meditazione è lo strumento adatto per sciogliere le emozioni e allenare la mente a divenire saggiamente propositiva. Non è per niente una fuga dalla realtá, come molti pensano, bensí, come giustamente afferma il prof. John R. Harvey: “La meditazione è una pratica di igiene mentale abbracciata da chi è pienamente immerso nella vita e desidera perseguire un completo benessere”.

Il primo passo, dunque, è quello di decidere di “regalarsi” il tempo necessario a recuperare la tranquillitá interiore, cosí che poi, non si verrá piú travolti dagli avvenimenti esteriori, ma si stará, fermi e saldi, al timone della propria esistenza.

Tuttavia, questa decisione comporta una disciplina, molto simile a quella che ci si deve imporre quando, in possesso di un appezzamento di terreno, ci si rende conto che sono cresciute delle erbacce. Nel momento che si decide di volerne fare un bel giardino bisogna impegnarsi con determinazione a liberarlo da tutte quelle infestanti con impegno, fatica, sudore, tempo.

Non esiste una tecnica meditativa per eccellenza ma esistono diversi metodi ed ognuno deve identificare la propria inclinazione per seguire quello più idoneo.

La meditazione è una disciplina che l’individuo sceglie per ritrovare la pace, per garantirsi uno stacco dallo stress quotidiano, per rigenerarsi.

 

Le fasi della meditazione

Chi vuole iniziare con queste pratiche si ricordi i diversi passaggi:

  • il rilassamento, cioé l’eliminazione della tensione psico-fisica; questo puó avvenire in due modi: attraverso una esasperazione del movimento fisico che, come naturale conseguenza, avrá un susseguente rilassamento, oppure attraverso un distaccarsi progressivo della propria attenzione dai fatti esterni a favore di una maggiore presenza verso il proprio interno; per poi sfociare, con l’esercizio, nello spazio infinito oltre il ristretto contingente (questo avviene nel tempo con l’esercizio costante);
  • la concentrazione, cioé il focalizzare la mente sul tema scelto, sia esso d’ordine intellettuale (come quando ci si concentra su un concetto o un’emozione), che di tipo sensoriale (come quando a si concentra su di un brano musicale, un particolare, un’immagine, o il suono della propria voce);
  • la meditazione vera e propria, che è rappresentata dalla capacitá di attenersi al tema scelto senza lasciarsi distrarre dalle immancabili interferenze e di “perdersi” sempre piú in esso;
  • la contemplazione, che è il momento in cui l’animo si dilata nella percezione totale ed universale del tema scelto;
  • l’illuminazione, che è il risultato dei passi precedenti e rappresenta una immediata e profonda chiarezza interiore;
  • l’ispirazione, che tramite l’illuminazione ci permette di trovare la giusta azione da compiere nella vita.

 

Ogni tipo di meditazione prevede nella sua fase iniziale un pò d’attenzione da dedicare alla respirazione.

Una respirazione calma e debitamente profonda rilassa tutto l’organismo permettendogli di funzionare meglio. Il cuore e il sistema nervoso ne vengono beneficiati, e il sangue dinsintossicato dal ricambio d’ossigeno. La pratica della meditazione riduce poi la frequenza respiratoria.

Quando la respirazione è serenamente controllata, la mente entra in uno stato di calma profonda.

 

Onde cerebrali e meditazione

Le onde cerebrali sono l’unico indicatore dello stato del nostro cervello e quindi delle nostre emozioni.

Quando il cervello è in uno stato di serenitá, con una respirazione tranquilla, appena percettibile, si registrano onde cerebrali chiamate alfa con una frequenza da 8 a 13,9 Hertz.

La meditazione aumenta la capacitá di rimanere piú tempo in alfa, uno stato che si puó definire di quieta vigilanza.

Quindi, da un lato abbiamo il beneficio di un aumento della profonditá e della estensione della consapevolezza, dall’altro quello di una migliore capacitá di pensiero.

Quando si parla di “consapevolezza” nell’ambito della meditazione, ci si riferisce ad uno stato mentale vigile, grazie al quale è possibile osservare lo scorrere dell’esperienza, momento dopo momento, essendone testimoni primordiali, che osservano la natura essenziale di qualunque percezione interna od esterna a se stessi e la lasciano scorrere così com’è, senza respingere o pretendere di modificare alcunché.

Infatti col tempo il soggetto acquisisce l’abilitá di rimanere sereno e centrato anche al di fuori della pratica meditativa.

 

“Positivizzare” i campi morfogenetici

Una storia, conosciuta come “delle cento scimmie”, racconta che in un’isoletta disabitata del Giappone dei ricercatori stavano osservando e studiando il comportamento di un tipo di scimmie. Poiché, ad un certo punto, il cibo scarseggiava, gli studiosi fecero portare, via elicottero, diversi carichi di patate. Le patate, chiaramente, non erano lavate, erano, quindi, tutte sporche di terra.

Le scimmie non sembravano impazzire per quel tipo di cibo ma, visto che era l’unico disponibile, se ne nutrivano.

Un giorno, una giovane scimmia femmina che chiameremo Yoko, ebbe l’idea di lavare una patata prima di mangiarla. Decisamente le parve migliore e, da quel momento, Yoko lavó sempre le patate prima di mangiarsele.

Per diverso tempo Yoko fu l’unica a lavare le patate finché un giorno, un’altra scimmia incominció a lavarle, era una vecchia scimmia femmina che poteva essere la madre di Yoko. Poco alla volta sempre piú scimmie femmine lavavano le patate prima di mangiarle. Poi fu la volta dei giovani maschi non ancora adulti e, infine, per ultimi, i maschi adulti.

Quando il numero delle scimmie che lavava le patate prima di mangiarsele, raggiunse un certo quantum, che nella storia si dice di “cento”, gli studiosi si accorsero che tale abitudine, nuova per quella razza, era passata a tutte le scimmie sulla faccia della terra.

Come se fosse scattato un certo meccanismo, non appena si fosse raggiunto il numero necessario per farlo scattare a livello universale.

Questa “storiella” puó trovare una spiegazione negli studi del fisiologo britannico Rupert Sheldrake. Il ricercatore afferma che i sistemi sono regolati non solo dalle leggi conosciute dalla scienza fisica, ma anche da campi organizzativi invisibili, che lui chiama “morfogenetici”. La sua teoria suppone che, se un membro di una specie biologica impara un nuovo comportamento, il campo morfogenetico per la specie cambia, anche se lievemente. Se il comportamento viene ripetuto abbastanza a lungo, la sua “risonanza morfica” si accumula e inizia a influenzare l’intera specie. Piú individui della stessa specie imparano a eseguire un nuovo compito, piú potente diventa questo loro campo morfogenetico e piú facilmente gli altri individui della specie impareranno a eseguire quel compito. È il cosiddetto salto quantico, che facilita il raggiungimento di un obiettivo, prima considerato difficile per i piú.

Applicando la teoria di Sheldrake allo sviluppo degli stati di coscienza piú elevati, possiamo prevedere che maggiore è il numero di individui che iniziano a elevare il proprio stato di coscienza (soprattutto grazie a pratiche come quelle della meditazione)-, piú forte diverrá il campo mortogenetico per stati piú elevati, e piú facile sará per gli altri muoversi poi in quella direzione.

 

Meditare fa bene al pianeta

In effetti non sono molti gli esperimenti effettuati per dimostrare che, elevando lo stato di coscienza di un gruppo, si è in grado, al contempo, di elevare lo stato di coscienza della societá.

Chi si è alacremente dedicato a queste ricerche è stato soprattutto Maharishi e le universitá da lui fondate.

Il Centro Italiano Maharishi di Studi Vedici e di Ricerca sulla Coscienza, cosí riporta, a proposito di queste ricerche: “Il termine coerenza in fisica indica il livello di ordine di un sistema. La relazione tra un sistema e gli elementi che lo compongono è biunivoca, ma l’influenza di singoli elementi sul sistema è troppo debole per essere avvertita su ampia scala.

Quando tuttavia in un sistema disordinato il numero di elementi ordinati supera un soglia critica, il disordine viene spontaneamente neutralizzato e tutto il sistema diventa perfettamente coerente e ordinato.

Il passaggio da uno stato disordinato a uno coerente provoca un salto di qualitá nel sistema che comincia ad esibire un funzionamento ideale.

Anche il sistema nervoso puó funzionare in modo piú o meno coerente. La pratica del Programma di Meditazione Trascendentale e di MT-Sidhi di Maharishi provoca una crescita della coerenza del funzionamento cerebrale.

Numerosi progetti pilota hanno dimostrato che l’influenza di armonia irradiata dai gruppi di coerenza, ha prodotto cambiamenti significativi in numerose variabili sociali.

Questi risultati, esaminati secondo rigorosi criteri statistici non sono accidentali, ma da attribuirsi alla presenza del gruppo di meditazione, che ha generato ció che viene definito “Effetto Maharishi”.

 

 

Alcuni appunti per iniziare a meditare

Ecco 17 consigli pratici per aiutarti a cominciare nel modo migliore e ad integrare la meditazione nella tua giornata:

 

  1. Rendila una pratica “ufficiale”.

Metti da parte un pò di tempo (meglio se due volte al giorno) per fermarti.

 

  1. Tutto parte col respiro.

Respirare profondamente rallenta il battito cardiaco, rilassa i muscoli, concentra la mente ed è un modo perfetto per iniziare la pratica.

 

 

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